DOMENICO CIMAROSA
Biografia
Domenico Cimarosa nacque ad Aversa il 17 dicembre 1749 da Gennaro Cimmarosa e Anna Di Francesco, appartenenti alla parrocchia della SS. Annunziata a Fonseca di Napoli. Fu battezzato il giorno seguente nella chiesa di Sant’Audeno.
La madre, Anna Di Francesco, nata a Napoli il 12 dicembre 1724, era già vedova di Giacomo Cinque, sposato nel 1742 e deceduto nel 1745. Contrasse matrimonio con Gennaro Cimmarosa il 27 gennaio 1746.
Il padre, Gennaro Cimmarosa (grafia originaria con doppia “m”), morì prematuramente il 25 novembre 1750 a Pozzuoli, dove era al servizio del nobile Andrea Filomarino; fu sepolto presso il convento dei Carmelitani di San Giacomo.
Rimasta vedova per la seconda volta, Anna Di Francesco si risposò nel 1754 con Filippo Giannattasio, morto il 26 agosto 1802.
Dal terzo matrimonio Anna ebbe altri quattro figli, oltre alla figlia nata dal primo marito. Sopravvisse a tutti e tre i mariti e anche al celebre figlio, morendo il 27 settembre 1806.
Dopo il matrimonio della madre con Giannattasio, Cimarosa fu affidato a un istituto religioso nel quartiere del Pendino, retto dai Domenicani.
Successivamente fu ammesso al Conservatorio di Santa Maria di Loreto, uno dei principali centri di formazione musicale napoletani, dove emerse precocemente per le sue capacità compositive.
Negli ultimi anni di studio insegnò musica presso Casa Auriemma e successivamente presso Casa Pallante.
In quest’ultimo ambiente conobbe tre donne destinate ad avere un ruolo significativo nella sua vita: Cecilia Checcucci, romana, cantante teatrale, vedova di Paolo Suffi e successivamente moglie di Mattia Pallante, che sostenne il giovane musicista agli inizi della carriera; Costanza Suffi, figlia di Cecilia e Paolo Suffi, nata a Roma il 24 maggio 1742; e Gaetana Romaniello, nata a Napoli il 6 novembre 1755 da Pietro Romaniello e Maria Bracco, orfana ospitata presso la famiglia Pallante.
Cimarosa sposò queste ultime due donne in successione: Costanza Suffi il 19 aprile 1777 e Gaetana Romaniello il 14 aprile 1781.
Dall’unione con Costanza nacquero due figli: Raffaele (3 aprile 1778 – 29 agosto 1812)
e Mattia (23 dicembre 1779 – 11 gennaio 1780).
Dall’unione con Gaetana nacquero invece Costanza (Napoli, 10 marzo 1783 – Roma, 7 dicembre 1846), divenuta religiosa presso il Monastero del Bambin Gesù a Roma, e Paolo (San Pietroburgo, 26 marzo 1788 – Napoli, 9 maggio 1864).
La corretta ricostruzione dei patronimici di Costanza Suffi e Gaetana Romaniello è stata resa possibile grazie a un’approfondita ricerca archivistica, fondata sull’Elogio a Cimarosa di Giuseppe Sigismondo, contemporaneo del musicista, e su due processetti matrimoniali conservati presso l’Archivio Diocesano di Napoli (faldone 1, lettera D, 1777; faldone 4, 1781).
Gli esiti di tali ricerche sono stati presentati nel febbraio 2026 in convegni tenuti a Roma, Napoli e Aversa e confluiti nel volume Cimarosa – La vita sconosciuta del musicista più conosciuto al mondo.
ATTIVITA’ ARTISTICA
La carriera teatrale di Cimarosa si sviluppò a partire dagli anni Settanta del Settecento a Napoli, dove le sue prime opere buffe gli procurarono immediata notorietà. Il successo ottenuto nella capitale partenopea favorì rapidamente la diffusione delle sue composizioni in numerose città italiane.
Negli anni Ottanta ricevette importanti commissioni teatrali a Roma, città nella quale entrò in contatto con Ercole Consalvi, futuro Segretario di Stato di Pio VII, consolidando al contempo la propria fama nell’ambito dell’opera buffa italiana.
Nel 1787 fu chiamato alla corte imperiale di San Pietroburgo, dove rimase fino al 1791 come compositore di corte dell’Imperatrice Caterina II.
Nel 1791 si trasferì a Vienna, ottenendo uno dei maggiori successi della sua carriera con Il matrimonio segreto, rappresentato al Burgtheater alla presenza dell’Imperatore Leopoldo II.
Dopo il soggiorno viennese rientrò a Napoli, trasferendosi infine a Venezia, dove morì l’11 gennaio 1801.
ORIGINI FAMILIARI
Recenti ricerche archivistiche hanno consentito di chiarire l’origine della famiglia paterna del compositore.
Il nonno, Domenico Antonio Rossi, risulta nato a Roma, nella parrocchia di Sant’Anastasia, intorno al 1697.
In un certificato di residenza rilasciato il 4 luglio 1719 dalla stessa parrocchia (Archivio Diocesano di Napoli, processetti matrimoniali, 1719, n. 375), egli è indicato come: “Domenicum Antonium Rossi, alias Cimarossa, filium Petri, Romanum”.
Il documento attesta che visse a Roma dalla nascita fino all’aprile del 1717, trasferendosi quindi a Napoli, con un breve ritorno nella città natale nel giugno 1719 per ottenere il certificato necessario alle nozze.
L’8 gennaio 1720 sposò a Napoli, nella parrocchia della SS. Annunziata a Fonseca, Maddalena Gallo, nata a Sora nel 1698 (Archivio Diocesano di Napoli, registri matrimoniali, 1720).
L’alias “Cimarossa”, già attestato a Roma, si trasformò a Napoli in cognome stabile nelle forme “Cimmarosa” e, successivamente, “Cimarosa”, forma definitivamente adottata dal compositore.
Dai registri parrocchiali napoletani risultano diversi figli della coppia, tra cui Gennaro Paolo, padre del compositore, nonché Giovanna, Celestina Crescenza Fortunata e Francesco Alessio Pasquale (registri battesimali della parrocchia della SS. Annunziata a Fonseca e di Santa Maria de’ Vergini).
La documentazione indica inoltre che Domenico Antonio era già deceduto nel 1747, come risulta dai processetti matrimoniali dei figli conservati presso l’Archivio Diocesano di Napoli; la sua morte può pertanto essere collocata tra il 1735 e tale data. Non è stato finora rinvenuto il relativo atto di morte.
Resta infine un elemento peculiare: nel proprio processetto matrimoniale Domenico Antonio non presentò un certificato di battesimo, ma soltanto un certificato di residenza. La circostanza, inconsueta nella prassi matrimoniale dell’epoca, resta allo stato attuale priva di spiegazione documentaria.




